Comunicato della RETE DEGLI/DELLE ANARCOSINDICALISTI/E (MASA): Le dimissioni del primo ministro dr. sc. Ivo Sanader

MASA logoIl primo luglio 2009 il primo ministro croato dr. sc. Ivo Sanader, fra l'altro presidente del Unione Democratica Croata (HDZ), ha dato le sue dimissioni da presidente del Governo della Repubblica di Croazia. In conformità alla situazione, nel popolo ha cominciato a diffondersi una metafora davvero appriopriata per le dimissioni del primo ministro: „quando la nave affonda i topi sono i primi a scappare“. Al sistema economico, cui unico interesse è il profitto dei padroni e dei politici e il quale sfruttando i lavoratori e turbando seriamente l'ecosistema del Pianeta, sta davvero a pennello la descrizione „la nave che affonda“. Il primo roditore a scappare è allo stesso tempo uno dei più responsabili malfattori che governano il paese, però, per non essere totalmente brutali con il già ex primo ministro, condivideremo la sua dichiarazione che la crisi che sta scuotendo la Croazia non è una crisi specifica e isolata ma una crisi globale, e aggiungiamo: provocata da una causa globale – il sistema capitalistico globale. Questa è una crisi cui causa è il sistema difeso con devozione dai nostri sfruttatori, i padroni e i politici che meticolosamente cercano di convincerci della responsabilità collettiva per la crisi del loro sistema di sfruttamento.

Riteniamo che è di cruciale importanza che i lavoratori riconoscano la demagogia degli oppositori politici di Ivo Sanader e dell'HDZ, i quali sfruttano la situazione per la promozione di sé stessi e per offuscare la vera causa del problema – il sistema in sé, offrendo delle soluzioni in forma dei loro programmi politici che non sono diversi dai programmi politici dei malfattori al potere. Ricordiamoci che la democrazia parlamentare è un inganno dei padroni e dei politici i quali cercano di dare legittimità al loro sistema di sfruttamento. Un inganno con cui cercano di convincerci che anche noi siamo parti in causa nel governare la società per il solo fatto che inseriamo le cartine nelle urne elettorali. La democrazia parlamentare resta una contraddizione per sé; fino a quando noi, lavoratori e lavoratrici, non cominceremo a decidere direttamente dei nostri posti di lavoro e delle nostre comunità locali, senza rappresentanti che parlano e decidono al posto nostro, non ci sarà democrazia, non esisterà.

Mentre i problemi assillano il sistema dei politici e dei padroni, la popolazione studentesca, bloccando le loro università, i loro „posti di lavoro“, ci ha dimostato di recente un metodo di lotta che non può passare innosservato. Ci hanno fatto notare che tutti devono decidere su quello che riguarda tutti. Ci hanno fatto ricordare di una tesi evidentemente dimenticata – la gerarchia corrompe, è ingiusta e pericolosa in sé. Di nuovo si è posta l'importante questione del modello decisionale ed organizzativo nella democrazia diretta.

Noi, Rete degli anarcosindicalisti e delle anarcosindicaliste, vogliamo mettere in evidenza che abbiamo bisogno proprio di questo metodo, della democrazia diretta, nella lotta per i nostri posti di lavoro, per i nostri quartieri e per le nostre comunità, e che rappresenta non solo il nostro metodo ma anche il nostro scopo. Uno scopo che ci darà la possibilità di decidere dei nostri destini. Non dobbiamo permettere che le conseguenze della crisi – provocata dai padroni e dai politici ricadano su di noi – gli sfruttati e gli umiliati. Non dobbiamo permettere che celino la vera causa del problema – il capitalismo e lo stato come protettrice dei privilegi capitalisti – e sopprimano ogni tipo di resistenza autoorganizzata al sistema di sfruttamento e sottomissione e tentativo di creare una società giusta.

Per una politica senza politici!

Per una società senza sfruttamento e gerarchia!

Segreteria nazionale
Rete degli anarcosindicalisti e anarcosindicaliste